Introduzione

Con un budget di 5,1 miliardi di euro, “UE per la salute” (EU4Health) è il più grande programma sanitario mai varato dell’UE, con l’obiettivo di aumentare la resilienza dei sistemi sanitari, promuovendo l’innovazione nel settore.

Il programma prevede tre obiettivi generali. Il primo è quello di proteggere i cittadini europei da gravi minacce sanitarie transfrontaliere e migliorare la capacità di gestione delle crisi attraverso la creazione di: riserve di forniture mediche per le crisi; una riserva di personale sanitario ed esperti che possono essere mobilitati per rispondere alle crisi in tutta l’Unione; una maggiore sorveglianza delle minacce per la salute. Il secondo obiettivo mira a rendere disponibili e accessibili prodotti come i medicinali, i dispositivi medici e altri strumenti rilevanti per le crisi sanitarie, ma anche sostenere l’uso prudente ed efficiente degli antimicrobici, nonché promuovere l’innovazione medica e farmaceutica e una produzione più verde. Infine il terzo obiettivo generale prevede di rafforzare i sistemi sanitari in modo che siano in grado di affrontare epidemie e sfide a lungo termine stimolando: la prevenzione delle malattie e la promozione della salute in una popolazione che invecchia; la trasformazione digitale dei sistemi sanitari; l’accesso all’assistenza sanitaria per i gruppi vulnerabili. Il programma sosterrà anche azioni legate alla sanità elettronica e alla creazione di uno Spazio europeo per gli “health data”.

Grazie ad EU4Health, inoltre, sarà sostenuta la promozione dell’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità, compreso l’accesso all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, il miglioramento della salute mentale e l’accelerazione della lotta contro il cancro.

Joint Action

Le Joint Actions (Azioni congiunte) sono particolari progetti con evidente valore aggiunto a livello di Unione europea e sono cofinanziate dalle Autorità competenti  per la sanità negli Stati membri (per l’ Italia generalmente il Ministero della salute) o nei paesi terzi che aderiscono al programma, oppure da enti del settore pubblico e organismi non governativi su incarico delle suddette autorità competenti.

Per risultare significative da un punto di vista sia tecnico sia politico, le proposte di azioni congiunte devono avere una vera dimensione europea. A seconda della loro portata, le azioni congiunte vedono il coinvolgimento di numerosi partner, in media 25 ad ogni azione.

Per beneficiare di una sovvenzione dell’ UE per un’azione congiunta, l’Autorità competente deve avere sede legale nell’Unione europea (in uno qualsiasi dei 27 Stati membri) oppure in un paese dell’EFTA aderente all’accordo sullo Spazio economico europeo che abbia confermato la propria partecipazione al programma.

Enti del settore pubblico ed enti non governativi dei Paesi precedentemente menzionati possono partecipare alle azioni congiunte se ne hanno ricevuto un apposito incarico dalle Autorità competenti,  attraverso una procedura trasparente.

Si applicano al finanziamento delle azioni congiunte i seguenti principi generali:

  • principio di cofinanziamento – è necessario disporre di risorse finanziarie proprie o di terzi per contribuire alle spese del progetto
  • principio di assenza del profitto – la sovvenzione non può avere la finalità o l’effetto di produrre un profitto per l’organizzazione che la riceve
  • principio di non retroattività – è possibile ottenere un cofinanziamento solo per le spese sostenute dopo la data di inizio concordata nella convenzione di sovvenzione
  • principio di divieto di cumulo – per ciascuna azione può essere accordata una sola sovvenzione a favore di un beneficiario (lo stesso costo non può essere finanziato due volte)

Ogni anno, dopo la  approvazione e pubblicazione del Workplan, la Commissione Europea invia lettere di invito a tutti gli Stati membri dell’UE, chiedendo loro di indicare i nominativi  dei partner nazionali candidati a partecipare alle azioni congiunte elencate nel Workplan annuale.
Per l’Italia l’Autorità responsabile delle designazioni è il Ministero della salute.

Fonte: Ministero della salute

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